Intervista Dylan Dog

Quattro domande a Spugna

Quarantesimo Dylan Dog Color Fest, "Estreme visioni" è in edicola da mercoledì 9 febbraio. Tre storie dal sapore totalmente "indie", da parte di autori al loro esordio bonelliano. Ve li presentiamo uno alla volta, e oggi è il turno di Spugna.

25/01/2022

"Estreme visioni", il quarantesimo Dylan Dog Color Fest, arriva in edicola mercoledì 9 febbraio. Contraddistinto come spesso accade da storie dal sapore "indie", l'albo è presentato da una copertina di Ambra Garlaschelli e realizzato da tre autori al loro esordio bonelliano. Ve li presentiamo attraverso tre interviste e le prime tavole delle loro storie. Dopo quella a Officina Infernale, ecco quindi Spugna e il suo "La casa dello splatter".

Come soprannome, Spugna mi sembra richiamare a qualche bella scena di assorbimento body horror, quindi mi è sempre sembrato perfetto per il mio lato amante del grottesco e del deforme.

Puoi presentarti ai lettori di Dylan Dog e spiegarci da dove deriva il tuo nome d'arte? 

All'anagrafe sarei Tommaso Di Spigna, ma ai tempi del liceo i miei amici hanno cominciato a chiamarmi Spugna da una storpiatura del mio cognome, e da allora mi è rimasto appiccicato come un parassita. Come soprannome mi è sempre piaciuto molto, e per questo ho deciso di usarlo anche come nome d'arte. Suona un po' classico e amichevole ma in qualche modo mi sembra anche richiamare a qualche bella scena di assorbimento body horror, quindi mi è sempre sembrato perfetto per il mio lato amante del grottesco e del deforme.

Qual è stato il tuo percorso da fumettista precedente al tuo arrivo sul Color Fest?

Dopo aver studiato tre anni alla Scuola Del Fumetto di Milano, ho cominciato con piccole autoproduzioni e curando assieme ad amici un progetto editoriale indipendente di nome "Lucha Libre". Ho esordito come autore completo nel 2014 con il graphic novel "Una brutta storia" per la Grrrz Comic Art Book, una storia di avventura e botte marinaresche alla Braccio di Ferro che ad un certo punto devia verso toni decisamente più mostruosi.


Nel 2017 ho cominciato a collaborare con la Hollow Press, specializzata in fumetti weird e horror dal taglio fantasy e underground, per cui ho realizzato "The Rust Kingdom", un fantasy postapocalittico a metà strada tra Mad Max e Adventure Time, seguito da due brevi spinoff, e "FINGERLESS", un graphic novel muto che racconta una implacabile invasione aliena dai risvolti decisamente orrorifici e stranianti.

Ho avuto la grande fortuna di essere stato traumatizzato da Dylan Dog da molto piccolo, verso i cinque o sei anni.

Qual è il tuo rapporto da lettore con l'Indagatore dell'Incubo?

Ho avuto la grande fortuna di essere stato traumatizzato da Dylan Dog da molto piccolo. Verso i cinque o sei anni, quando andavo in vacanza o a trovare certi parenti, avevo dei cugini e cugine più grandi di me che avevano sempre qualche numero di Dylan nelle loro camerette. All'epoca li sbirciavo di nascosto e certe scene mi hanno subito segnato con il loro orrore, penso a un massacro visto su "I killer venuti dal buio", la scena splatter in banca di "Golconda!" o un ragazzino mangiato vivo su "La belva delle caverne".

Qualche anno dopo questo imprinting sanguinolento, anche io ho avuto numeri e numeri di Dylan per casa, avendo un fratello maggiore che l'ha sempre letto e collezionato (e me lo ha sempre lasciato leggere, grazie Beppe!). Quindi è stata una presenza costante della mia infanzia e adolescenza da lettore.

Amo le scene classiche più esagerate e splatter, e ho voluto approfittarne per calare l'Old Boy in una situazione molto scomoda e decisamente "gore".

Crescendo sono diventato un lettore decisamente onnivoro, con una predilezione per autori e produzioni più underground, ma ho sempre seguito saltuariamente l'inquilino di Craven Road, recuperando qua e là storie ed episodi.

Puoi dirci in che modo ti sei approcciato alla tua storia e che visione hai voluto dare del personaggio?

Fortunatamente, mi è stata data totale carta bianca. Anzi, Roberto Recchioni mi ha espressamente chiesto di "fare il mio". 

Sono un grandissimo amante delle scene classiche più esagerate e splatter della serie e ho voluto approfittarne per calare il povero Old Boy in una situazione molto scomoda e decisamente "gore". Troveremo Dylan alle strette in un vero e proprio incubo action mostruoso, in un sotterraneo lurido circondato da mostri dalle fauci sbavanti e decisamente poco ragionevoli.

Spesso in Dylan Dog "i mostri siamo noi", per la mia storia ho scelto un approccio che suona decisamente più come: "Tutto è mostruoso".

Dylan Dog Color Fest 40 "Estreme visioni", testi e disegni di Officina InfernaleSpugna e Jacopo Starace, copertina di Ambra Garlaschelli. Dal 9 febbraio in edicola, fumetteria e nel nostro sito ufficiale.


Se non volete perdervi nessun aggiornamento riguardo Dylan Dog, seguite la pagina Facebook del personaggio. Per rimanere aggiornati su tutte le novità della nostra Casa editrice, potete seguire la pagina ufficiale di Sergio Bonelli Editore su Facebook o su Instagram, iscrivervi al nostro canale YouTube o alla newsletter settimanale.