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IOVANNI LUIGI BONELLI, soggettista prolifico, considerato il Patriarca del |
fumetto italiano, ha legato il suo nome a Tex Willer, personaggio creato nel 1948 per la Casa
editrice L'Audace, antenata della attuale Sergio Bonelli Editore. Di Tex, Gian Luigi
Bonelli ha scritto i soggetti di tutte le avventure pubblicate fino a oltre la metà degli
anni Ottanta, e continuando anche in seguito a supervisionare la produzione texiana.
Milanese, è nato il 22 dicembre 1908. Inizia collaborando al "Corriere
dei Piccoli" con una serie di poesie, cui fanno
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seguito alcuni lavori apparsi sul
"Giornale illustrato dei viaggi" di Sonzogno.
Nello stesso periodo scrive tre romanzi di avventure: "Le Tigri
dellAtlantico", "Il Crociato Nero" e "I Fratelli del
Silenzio". Dopo queste prime esperienze, entra in contatto con il mondo dei fumetti
dirigendo, per conto di Lotario Vecchi, tutta una serie di testate edite dalla Saev di
Milano. Il suo nome appare su "Primarosa", "L'Audace",
"Rintintin" e "Jumbo", e fra il 1937 e il 1939 diventa il più
importante soggettista del settimanale "Il Vittorioso". Quando
"L'Audace" (che, nel frattempo, aveva perso l'articolo, divenendo semplicemente "Audace"), viene rilevato dalla Mondadori, Bonelli continua
lattività per questo gruppo fino al 1939 e, nel 1940 ne diventa egli stesso
editore. Dopo la pausa bellica riprende lattività lavorando per piccoli editori,
fino a che, nel 1947, si associa con Giovanni Di Leo per dar vita a una serie di
iniziative, tra cui il potenziamento del settimanale "Cow Boy" e la traduzione
dei francesi "Robin Hood" e "Fantax", prodotti dallo studio di Pierre
Mouchot. Nel 1946, frattanto, aveva scritto "La Perla Nera", un breve racconto
illustrato da Franco Caprioli, nel 1947 "Ipnos", disegnato da Gino Cossio, Paolo
Piffarerio, Guido Da Passano e Mario Uggeri. Nel 1948 è la volta di "Occhio
Cupo" e di Tex, entrambi illustrati da Galleppini, e della "Pattuglia dei Senza
Paura", disegnata da Zamperoni e Donatelli. Dello stesso anno è "Il Giustiziere
del West" tradotto in immagini da Giorgio Scudellari. Nel 1949, per Leone Cimpellin
scrive la breve serie di "Plutos". Nel 1954, "Il Cavaliere Nero",
disegnato dalla EsseGesse, e "Yuma Kid", realizzato da Mario Uggeri. Lanno
dopo nascono "I Tre Bill", alla cui realizzazione grafica si alternano Giovanni
Benvenuti, Gino DAntonio, Roy DAmi e Renzo Calegari; e ancora "El
Kid", illustrato da Dino Battaglia, Gino DAntonio e Renzo Calegari. Del 1956 è
"Davy Crockett", disegnato da Renzo Calegari e Carlo Porciani. Del 1957 sono
invece "Hondo", disegnato da Franco Bignotti, e "Kociss", disegnato da
Emilio Uberti. Nel 1962 riprende "Un ragazzo nel Far West", ideato da Nolitta,
portandone a termine la lunga saga. Negli anni Sessanta firma anche alcune delle prime storie
di Zagor, altro personaggio nolittiano. È scomparso ad Alessandria, il 12 Gennaio 2001.
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AURELIO GALLEPPINI in arte Galep, creatore grafico del personaggio e disegnatore, è
nato a Casal di Pari (Grosseto) il 28 agosto 1917 da genitori sardi, e ha vissuto la
maggior parte della sua giovinezza in Sardegna, dove lasciò gli studi al secondo anno
dellIstituto industriale per dedicarsi al disegno e alla pittura, che coltivò da
autodidatta. Quando aveva diciotto anni, suoi disegni apparvero in filmini animati
eseguiti per conto di una Casa tedesca fabbricante di proiettori a due tempi. I primi
disegni di Galleppini |
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stampati su periodici risalgono al 1936: erano fiabe illustrate
destinate a "Mondo Fanciullo". Dal 1937 al 1939 collabora a
"Modellina" con i suoi primi racconti illustrati "In terra
straniera", "La prova dei coccodrilli", "Allombra del
tricolore", "Le avventure di Pulcino" (questultimo un grande albo a
colori in chiave umoristica) oltre a disegnare alcune copertine per "Il
Mattino Illustrato" e a illustrare "Il segreto del motore" di Andrea
Lavezzolo. Negli stessi anni, disegna per Mondadori due lunghi racconti a fumetti,
sceneggiati da Federico Pedrocchi: "Pino il mozzo" e "Le perle del mar
dOman". Nel 1940, Galleppini si trasferisce a Firenze dove inizia la
collaborazione con la Casa editrice Nerbini. Sull"Avventuroso",
vengono alla luce numerosi racconti a fumetti, di alcuni dei quali Galleppini cura
anche la sceneggiatura. La censura preventiva e altre assurde disposizioni del regime, che
venivano a snaturare il contenuto e la forma dei racconti a fumetti, inducono Galleppini a
sospendere temporaneamente ogni attività in questo campo. Nellimmediato dopoguerra,
Galep si dedica alla pittura con lusinghieri successi al cartellonismo e
allinsegnamento del disegno. Nel 1947, riprende lattività di
illustratore con una serie di albi per l"Intrepido", fra i quali: "Il
clan dei vendicatori", "Il corsaro gentiluomo", "Il giustiziere
invisibile", "La perla azzurra". Inoltre, illustra libri come "I Tre
Moschettieri", "La Maschera di Ferro", "Le Mille e una Notte",
"Il Barone di Münchhausen" e "Pinocchio" (questultimo a
fumetti). Verso la fine del 1947, Galleppini prende i primi contatti con la
direttrice delle edizioni "L'Audace" di Milano per una nuova
collaborazione. Per Tea Bonelli illustra il periodico quindicinale "Occhio Cupo"
e il fascicolo settimanale "Tex", entrambi su testi di Giovanni Luigi Bonelli.
Tex segna una svolta nellattività artistica di Aurelio Galleppini, che a questa
pubblicazione dedica ogni suo impegno, salvo brevi ed eccezionali pause come, per esempio,
la storia "LUomo del Texas" realizzata nel 1977 su testi di Guido Nolitta
per la collana "Un Uomo, unAvventura". Galep disegna da solo le storie di
Tex per parecchi anni, fino a quando le dimensioni della pubblicazione richiedono la mano
di altri disegnatori. Sue sono, comunque, tutte le copertine della serie fino al numero
400. Una dedizione (anzi, quasi una simbiosi), interrotta soltanto dalla scomparsa di
Galep, avvenuta a Chiavari (Genova), il 10 marzo 1994.
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