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Risponde Moreno BurattiniPERCHÉ SCEGLIENDO IL PROTAGONISTA DI UN FUMETTO
GIALLO, SI È PREFERITO UN POLIZIOTTO DELLA SQUADRA OMICIDI, LEGATO A REGOLE E PROCEDURE,
E NON UN DETECTIVE PRIVATO CON MAGGIORE LIBERTÀ |
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DAZIONE E DI SPOSTAMENTO?
Innanzi tutto, perché le storie di Nick Raider sono autoconclusive e si sviluppano di
solito su albi completi di 94 pagine: non tante per costruire una trama molto articolata
che preveda anche sequenze dazione. Dunque, occorreva che lindagine potesse
partire senza tanti preamboli. Lintervento di un detective privato deve sempre
essere motivato da un cliente che gli si rivolge spiegando il perché e il percome non
ricorra alla polizia; a un vero poliziotto basta una telefonata e lindagine può
già partire. I poliziotti sono più credibili nel condurre inchieste su casi di omicidio,
le uniche persone davvero qualificate per trattare con i criminali: nella realtà, se un
detective privato trova un cadavere, chiama la polizia. I private eyes si occupano di
coniugi infedeli. Gli investigatori delle compagnie d'assicurazione si trovano raramente
coinvolti in un omicidio. E di sicuro non vi si trovano mai coinvolte le vecchie signore
che vivono in una casa di campagna. I detective privati sono legati a una stagione del giallo
che fu quella degli anni Trenta e Quaranta, e che ebbe Hammet e Chandler come massimi
cantori, ma oggi sono anacronistici. Inoltre, lapparato di autopattuglie, agenti in
divisa, messaggi radio, laboratori tecnici e via dicendo offre una coreografia più ricca
e si presta alla creazione di comprimari. Nick Raider ha, infatti, attorno a sé una
squadra di amici e collaboratori che lo aiutano.
PERCHÉ UN POLIZIOTTO NEWYORKESE E NON UNO ITALIANO? ESISTE UNA TRADIZIONE DI GIALLISTI
ANCHE DI CASA NOSTRA, E CI SONO ESEMPI ILLUSTRI DI INVESTIGATORI DEL BEL PAESE, DAL
MARESCIALLO ARNAUDI DI SOLDATI AL COMMISSARIO MONTALBANO DI CAMILLERI...
A parte il fatto che Nick ha effettivamente origini italiane, ci sono dei motivi sul
perché si è scelto di farne un poliziotto newyorkese. E sono diversi. Primo motivo:
perché il mito dell'avventura (e del giallo) è ancora americano, nonostante Camilleri
(il cui successo era comunque ancora da venire, quando Nick Raider fu creato). Dire:
"Sei in arresto Frank!" ha più impatto che dire: "Sei in arresto,
Francesco!". Dire: "C'è stato un omicidio sulla Settima Strada", suona
meglio che dire: "C'è stato un omicidio in largo Garibaldi". Il poliziotto
americano siamo abituati a mitizzarlo, quello italiano no. Il giallo ambientato in Italia
assume, inevitabilmente, un sapore di commedia all'italiana. I grattacieli di New York
hanno più fascino che i condomini delle nostre periferie. Secondo motivo: le tematiche
americane sono più «indefinite» di quelle italiane. Un giallo ambientato in Italia
sarebbe troppo rischioso sul piano della realtà, legato alla contingenza e a tematiche
politiche là dove lavventura deve invece sublimare la cronaca per poter essere
universale e non destinata a invecchiare troppo in fretta. Terzo motivo: in ogni caso, New
York è un crocevia di culture, di popoli, di traffici, di problematiche e si presta
benissimo quale teatro (per altro spettacolare) delle più variegate rappresentazioni.
Più e meglio di qualunque altra città del mondo.
COME POSSIAMO DEFINIRE IL GENERE DI GIALLI DI CUI NICK
RAIDER È PROTAGONISTA?
Le storie appartengono in realtà a più filoni, e a volte
hanno le caratteristiche del "whodunit" ("chi è stato?"), il giallo cioè
dove la scoperta dellassassino costituisce la sorpresa finale verso cui tende tutto
il racconto; altre volte, anzi più spesso, sembrano appartenere più allhard boiled
o al noir o al thriller; quasi sempre si tratta di gialli dazione sulla falsariga
dei telefilm polizieschi metropolitani. Tuttavia, una definizione, più di altre,
sembra accomunare tutte o quasi le storie: police
procedural. Si tratta del tipo di giallo
in cui è maestro Ed McBain e di cui sono protagonisti gli agenti
dell87° Distretto. Le indagini sono |
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eseguite da veri poliziotti di un vero distretto,
secondo le procedure realmente messe in atto dalle squadre investigative. Protagonista dei
gialli di Mc Bain non è un solo investigatore, ma una intera squadra di poliziotti,
ognuno con le proprie caratteristiche, pregi e difetti. Buoni
poliziotti e cattivi poliziotti, destinati a divenire familiari al lettore che li segue,
romanzo dopo romanzo, non soltanto durante le indagini ma anche nelle loro vicende intime
e private, nelle gioie e nelle tragedie che si susseguono nella vita di tutti i giorni. Le
avventure di Nick Raider hanno caratteristiche diverse, perché comunque lazione e
la trama predominano, come si conviene a un fumetto davventura, sui dialoghi e gli
approfondimenti psicologici, ma resta comunque lattenzione per la personalità, la
caratterizzazione, la vita privata dei vari personaggi, a partire da quella di Nick, di
cui sono stati svelati via via molti retroscena del suo passato e della sua famiglia.
LA FAMIGLIA DI NICK RAIDER È DI ORIGINE ITALIANA?
Sì. Il nonno paterno di Nick si chiamava Nicola Raidero, e giunse in America nel 1928
in cerca di fortuna insieme alla moglie |

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Francesca, dopo aver lasciato il paesetto
dorigine, un piccolo borgo sperduto sullAppennino Toscano. Appena sbarcato a
New York, lerrore di un funzionario dellufficio immigrazione mutò il cognome
della famiglia in Raider. Nicola Raidero, da cui Nick avrebbe poi ripreso il nome, morì
poco tempo dopo il suo arrivo negli Stati Uniti, cadendo da una impalcatura durante la
costruzione di un grattacielo, quando suo figlio John, nato nel 1929, aveva solo quattro
anni. La madre di Nick, Liza, è invece di origine irlandese. |
CHE COSA SAPPIAMO DELLINFANZIA E DELLA GIOVENTÙ DI NICK RAIDER?
Da bambino, Nick aveva del padre poliziotto unimmagine buona e affettuosa, destinata
a incrinarsi nelladolescenza, quando il rapporto con il genitore si fece
conflittuale, sia a causa degli inevitabili contrasti generazionali sia perché il ragazzo
attribuiva a John la colpa della crisi matrimoniale che aveva cominciato a |
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luomo dalla moglie. Scoprendo una relazione del marito con unaltra
donna, la madre di Nick ebbe uno shock che peggiorò la sua già instabile condizione
psichica, sospingendola verso uno stato catatonico da cui non si sarebbe più
ripresa e del quale il figlio ritenne |
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a lungo responsabile il padre, al quale per di più addebitava il
fatto di aver denunciato, pur legittimamente, un collega (più tardi, e più maturo, lo
stesso Nick si troverà a fare altrettanto). Al termine di un ennesimo litigio, persa ogni
fiducia nel genitore, il giovane Raider, se ne andò cominciando a condurre per un certo
periodo un'esistenza errabonda, per fare ritorno a casa soltanto dopo la morte del
padre, avvenuta nel 1972. La madre è ancora viva, in cura in una clinica per malati
mentali, e Nick talvolta va a farle visita. Nick ha avuto anche una sorella, Jenny, nata
dalla relazione tra il padre e una giovane agente di polizia, Norma Butler: la ragazza
però è stata violentata e uccisa da giovani balordi del piccolo paese di
Northport.
DATI I SUOI RAPPORTI CONFLITTUALI CON IL PADRE, IN GIOVENTÙ, PERCHÉ NICK RAIDER HA
SCELTO DI SEGUIRNE LE ORME ARRUOLANDOSI ANCHEGLI IN POLIZIA?
Dopo i drammatici avvenimenti che lo portarono ad andarsene di casa, Nick meglio
comprende la figura paterna, riuscendo a valutarla con maggior indulgenza e anzi
recuperando lantico affetto per lui, anche alla luce delle proprie esperienze umane,
al punto che la sua decisione di entrare in polizia è dovuta anche al bisogno di pagare
un tributo alla sua memoria. Oltre al padre, Nick ha avuto come punto di riferimento
il tenente Rayan, vecchio amico di famiglia, e inoltre ha fatto anche la guerra in Vietnam,
arruolato nelle fila della polizia militare, dove è stato addestrato dal sergente
Rafferty, che è riuscito a forgiargli e temprargli il carattere. Tornato in patria, gli
inizi della carriera di Nick come agente di pattuglia si sono svolti nel Bronx, a fare
gavetta sotto locchio vigile di un altro mentore: Abraham Reginald King detto
Blackbear.
PERCHÉ, NONOSTANTE LA SUA ABILITÀ E I SUOI SUCCESSI NELLE INDAGINI, NICK RAIDER NON FA
CARRIERA, NON VIENE PROMOSSO, NON AUMENTA DI GRADO?
Perché, essendo un poliziotto onesto e coraggioso, non ha paura di pestare i piedi ai
pezzi grossi della politica o della finanza che trova implicati a vario titolo nel corso
delle sue indagini, e neppure ai suoi stessi superiori. Così, ha finito per farsi molti
nemici nelle stanze del potere, comprese quelle della dirigenza della Polizia, dove si
ritiene più prudente fare in modo che non |
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possa, con più potere fra le
mani, sollevare troppi polveroni. Nick Raider non se ne fa un cruccio e continua a
combattere la sua battaglia come semplice agente investigativo della Squadra Omicidi: il
migliore, nel Distretto Centrale.
IL VOLTO DI NICK RAIDER SI ISPIRA A QUELLO DI QUALCHE ATTORE IN PARTICOLARE?
Quando il creatore, Claudio Nizzi, commissionò la realizzazione grafica del personaggio
al disegnatore Claudio Villa, indicò come volto di riferimento quello dellattore
Ryan ONeil, e in particolare la sua figura nel film "Driver,
limprendibile". Però poi, passando nelle mani di vari disegnatori, e
soprattutto evolvendo storia dopo storia, come sempre accade, il volto ha finito per
assumere sembianze più sfumate e contaminate, per cui non è difficile riconoscere
qualche tratto del Robert Mitchum da giovane. Ma alla fine, si può dire che Nick ha la
sua faccia che, come quella di tutti noi, può essere accostata a quella di uno o più
personaggi famosi senza essere il sosia di nessuno.
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