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L’arrivo dell’estate,
per i lettori di Aquila della Notte (ma anche per chi ama il buon fumetto,
in generale!), porta poi tradizionalmente con sé l’attesissimo Texone:
un volume speciale sotto tutti i punti di vista, sia per il formato
e il numero di pagine (ben 240), sia per la presenza, ogni anno diversa,
di una "guest-star", ovvero un disegnatore estraneo all’universo texiano,
che ha eccezionalmente accettato di confrontarsi con questo popolarissimo
eroe. Dopo illustri predecessori (lo spagnolo Alfonso Font, l’italiano
Ivo Milazzo e il neozelandese Colin Wilson), quest’anno il cartoonist
ospite è nientemeno che uno dei più celebrati maestri del fumetto mondiale:
l’americano Joe Kubert. Con il suo tratto vigoroso, che sembra fatto apposta
per il movimento, l'azione e i continui colpi di scena, nell’arco di
una carriera ormai sessantennale, Kubert ha illustrato decine di serie,
legate ai più disparati generi narrativi, passando dalle storie di guerra
(per esempio, “Sgt. Rock” ed “Enemy Ace”) ai super-eroi (Hawkman, Superman,
Batman), all’avventura pura (indimenticabile, la sua versione del Tarzan
di Edgar Rice Burroughs). E “Il cavaliere solitario” – così si intitola
il suo Texone, in edicola da fine giugno 2001, magistralmente sceneggiato
da Claudio Nizzi – condensa alla perfezione tutta l’insuperabile forza
espressiva di un autore già entrato (non stiamo esagerando!) nell’Olimpo
dei comics. Di questo albo vi offriamo qui due piccoli assaggi: una
breve autobiografia di Kubert e alcuni passi dell’articolo di Graziano
Frediani dedicato, per l’appunto, all’affascinante figura dei cavalieri
solitari…
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