I SEGRETI DI NAPOLEONE

I miracoli di Bacilieri, di Franco Busatta Dietro le quinte del "Mondo Bonelli", di Sergio Bonelli
Bacilieri napoleonico?, di Carlo Ambrosini


Sembra un miracolo che, una volta stampate, le tavole di Paolo Bacilieri, imbrattate di biacca sporca e di matita mal cancellata, con accenni di lettering sparsi qua e là, numeri di telefono segnati a margine e rifacimenti incollati in maniera approssimativa su brutta carta da fotocopie, si trasformino in pagine dal tratto sintetico, sicuro, pulitissimo come quelle dei suoi Napoleone. A sovrintendere il verificarsi di tali prodigi, c'è la Sergio Bonelli Editore, la cui produzione intendiamo indagare, con Making Of. Il primo volume di questa Collana prende l'avvio da "Gli alieni sono tra noi", l'albo di Napoleone attualmente in edicola, scritto e disegnato da Paolo Bacilieri, un episodio particolarmente ricco sul piano visuale, caratterizzato da un clima febbricitante e lisergico dove i confini della realtà, già normalmente piuttosto labili nelle pagine di questa serie, tendono a sfaldarsi ulteriormente. A fare da filo conduttore tra miriadi di bozzetti e studi, locandine cinematografiche e fumetti d'altri, fotografie e copertine di riviste è una lunga conversazione tra Bacilieri e il sottoscritto nella quale, partendo da "Gli alieni sono tra noi", ci allargargheremo poi agli altri Napoleone da lui firmati e al resto della sua quasi ventennale attività. La scelta di inaugurare Making of con Bacilieri è dovuta alla ricchezza dei materiali, dei riferimenti, degli spunti presenti in ogni sua proposta. Bacilieri studia accuratamente fisionomie, architetture, interni e costumi, ragionando sulla luce che deve illuminare ogni sequenza, all'interno di un montaggio e di una gabbia grafica in continuo cambiamento. Sono pagine, le sue, cariche fino all'inverosimile di dettagli e citazioni nascoste che intendiamo mettere in evidenza, in questa sede, insieme ai fili narrativi che sottendono alle sue storie. Dall'imprescindibile background cattolico-familiare di provenienza, Paolo Bacilieri si nutre dei gerghi delle controculture mettendoli in collisione con i prodotti, le icone dei mass media e il sapere già legittimato della cosiddetta cultura "alta", dimostrandosi autore dal raggio d'azione particolarmente ampio, per la perizia con cui sa avvalersi di tutti i segni e le forme messi a disposizione dal linguaggio fumettistico. Favorito dalle molte possibilità narrative e concettuali offerte da una serie "di frontiera" come Napoleone, Bacilieri colloca, infatti, un profilo grifagno alla Chester Gould in uno scenario alla Guy Pellaert, un'anatomia caricaturale alla Jacovitti o alla Robert Crumb, o una postura alla Magnus, in un fondale che richiama Gianni De Luca o Guido Crepax. E qui riesce a piazzare un altro miracolo: introdurre in Casa Bonelli una serie di stilemi grafici quantomeno insoliti. Ha del miracoloso anche che Bacilieri sia riuscito a evitare, grazie alla solidità del disegno e al rigore del tratto, che questa commistione si trasformasse in un'accozzaglia stilistica. Anzi, noi poniamo questa sua capacità di spaziare tra forme fumettistiche agli antipodi tra loro a modello dell'ampiezza dell'offerta bonelliana attuale, in grado di riunire, sotto uno stesso tetto editoriale, testate autoriali come Gea e Napoleone, attuali must dell'intrattenimento giovanile quali Dylan Dog e Nathan Never e grandi classici del fumetto popolare del calibro di Tex e Mister No.