| PARTE IL VIAGGIO DI CARAVAN! |
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Dall'alto in basso, la copertina del n.1 di Caravan, opera di Emiliano Mammucari, e quattro tavole tratte dagli albi della serie, realizzate da Werner Maresta, Fabio Valdambrini (seconda e terza pagina) e Michele Benevento. Clickate sulle immagini per ingrandirle.
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Manca poco all’esordio di Caravan, la nuova mini-serie, composta da dodici albi, che Sergio Bonelli Editore pubblicherà mensilmente, a partire dal 10 giugno. Dopo le prime rivelazioni e le tavole in anteprima, apparse sul nostro sito e poi riprese, sezionate e discusse dagli appassionati che si ritrovano su siti e forum dedicati alle collane bonelliane, è arrivato il momento di saperne di più. Abbiamo quindi fatto una breve chiacchierata con Michele Medda, autore di Caravan, per cercare di scoprire qualche ulteriore dettaglio sull’avventura della gente di Nest Point, la cui vita viene sconvolta, nel numero 1 della serie, da un misterioso e terrificante evento celeste.
Quando nasce Caravan, e da cosa è scaturita l'idea alla base della serie?
La storia è narrata attraverso le parole di uno dei protagonisti, ma certamente siamo di fronte a un racconto corale. Come ti sei trovato a muovere così tanti personaggi contemporaneamente, rispetto ai (relativamente) più solitari Nathan Never, Dylan Dog e Tex? Scrivere una buona storia "corale" è difficile come scrivere una buona storia con un singolo protagonista. L'unica differenza è che sceneggiando storie di personaggi creati da altri autori (compreso Nathan Never, che è mio solo per un terzo) c'è una impostazione predeterminata che non posso ignorare. Nel caso di Caravan, invece, da autore della serie dovevo rispondere solo a me stesso. Sotto questo aspetto la scrittura è stata meno faticosa. Ma per altri versi, come si può immaginare, far interagire molti personaggi è più complicato che gestirne uno soltanto. ![]() Pensi che la storia di Caravan si inserisca in uno specifico filone o genere narrativo? Scrivendo, hai pensato a un preciso pubblico a cui rivolgerti? Non credo che Caravan si inserisca in un filone o in un genere specifico, ma questo saranno i lettori a deciderlo. Quello che è certo è che la mia mini-serie non ammicca a serial televisivi come “Jericho” (già citata a sproposito da qualcuno, dopo prime “uscite in pubblico” di Caravan), o Lost, o a qualsiasi altro telefilm "cool" degli ultimi anni. È difficile "spiegare" Caravan senza fare anticipazioni. Quindi spero che il lettore avrà la pazienza di scoprire, mese dopo mese, perché è una serie particolare. ![]() Chi sono i disegnatori che compongono lo staff di Caravan? Al momento due nomi sono ancora in attesa di conferma. Quelli al lavoro (o che hanno già terminato) sono Roberto De Angelis (autore del n.1, da cui sono tratte le strisce che presentiamo qui sopra, e con cui avevo già lavorato diverse volte sulle pagine di Nathan Never), Stefano Raffaele, Fabio Valdambrini, Andrea Cuneo, Werner Maresta, Maurizio Gradin, Michele Benevento e Emiliano Mammucari, autore anche delle copertine (la prima la potete ammirare nella colonna qui a fianco). |