UN ADDIO IN GIALLO 
 

 



 

Mercoledi, 5 luglio 2005 č stato un brutto giorno per tutti gli appassionati di narrativa gialla. A Weston, Connecticut, č morto Salvatore Gambino, settantanove anni, meglio noto con gli pseudonimi di Evan Hunter e Ed McBain. La firma Hunter la riservava a romanzi impegnati, come "Il seme della violenza", violento atto d'accusa contro la violenza nelle scuole americane (il film che ne fu tratto nel 1955 rese immortale la canzone "Rock around the Clock", cantata da Bill Haley and His Comets), o come la sceneggiatura de "Gli uccelli" di Alfred Hitchcock (con le estenuanti riunioni di lavoro tra i due maestri trasformate, con forti dosi di ironia, in un divertentissimo libro, "Hitch e io"). Per milioni di lettori č perņ il nome di Ed McBain che fa accendere la classica lampadina. Lombino aveva scelto questo "nom-de-plume" per paura di squalificarsi agli occhi dei suoi lettori "seri" scrivendo romanzi polizieschi. E' stato il creatore e l'assoluto sovrano del "police procedural", la branchia del mystery dedicata i metodi di indagine della polizia. Senza i suoi romanzi sull'87° Distretto, con protagonista una squadra di agenti sguinzagliati in una metropoli senza nome, chiamata semplicemente L'Isola, non ci sarebbero mai state serie televisive come "NYPD" o "CSI" (ma anche fumetti come il nostro Nick Raider). La prima avventura dei ragazzi dell'Ottantasettesimo, "L'assassino ha messo la firma", risale al 1958, e, da quell'anno, la saga č continuata senza intoppi (in America l'ultimo volume uscirą a settembre), con una sequela di storie avvincenti pubblicate nel nostro Paese da Mondadori (ne vedete una qui accanto, provvista di una efficace copertina di Carlo Jacono). I romanzi sono costruiti in genere su un cast fisso, capeggiato dall'italo-americano Steve Carell (nella traduzione italiana chiamato, chissą perché, Carella), cui fa contorno una schiera di simpatici colleghi, dall'ebreo Meyer Meyer al biondo Bert Kling, al nero Cotton Hawes, impegnati a risolvere delitti su delitti, scarpinando per le strade della cittą, bussando a molte porte, interrogando gente, con le buone o con le cattive, fino a rivelare a loro stessi e al lettore una veritą che č sempre stata sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno aveva voluto vedere. McBain impiegava quattro mesi per scrivere un romanzo, seguendo ritmi da impiegato della parola (dalle dieci del mattino fino alle otto di sera, sabato e domenica esclusi). Persino dopo aver superato un brutto infarto, aveva continuato a tenere questa media, per poi ridurla appena appena dagli anni Ottanta in poi. Malgrado gli fosse stata diagnosticato un brutto male, non aveva mai smesso di scrivere. Un altro suo eroe, non famoso come i poliziotti dell'Isola, č stato Matthew Hope, una specie di nipotino di Perry Mason. Di sč amava dire: "Sono poche le cose che vorrei: vincere un premio Nobel, e un premio Pulitzer. Come vedete, le mie ambizioni sono modeste". Addio, vecchio Ed.