ARRIVA DRAGONERO !
   Studi preparatori per Dragonero

 










Dopo diversi anni di gestazione, poco prima dello scoccare dell’estate 2007, farà la sua comparsa in edicola Dragonero, un progetto fantasy creato da due versatili autori bonelliani: Luca Enoch (visto all’opera come disegnatore su Legs Weaver e, da qualche anno, come autore completo, alle prese con la sua creatura, Gea) e Stefano Vietti (pilastro di Nathan Never e sceneggiatore anche di numerose storie per Legs e Martin Mystère). Insieme all’esordiente in Casa Bonelli Giuseppe Matteoni, autore dei disegni delle quasi trecento pagine della storia, Enoch e Vietti hanno realizzato il primo albo della collana annuale “Romanzi a Fumetti Bonelli”, in uscita il prossimo 16 giugno. Abbiamo approfittato di un loro passaggio in Via Buonarroti 38 per realizzare questa doppia intervista.


Di che cosa parla Dragonero? E che cosa si possono aspettare i lettori che si avvicinano al volume di cui è protagonista?

ENOCH: Dragonero è una classica avventura fantasy: una Compagnia, una Cerca, un mondo dove Bene e Male sono fortemente distinti. Un racconto costruito attorno ai personaggi canonici del genere: il guerriero, il mago, l’orco, l’elfa, il nano, la monaca guerriera… con alcune varianti innovative che lasciamo scoprire ai lettori.
VIETTI: Dragonero è soprattutto una grande storia di personaggi, con i loro sentimenti, le loro paure, i loro difetti, i loro ricordi felici o terribili, le loro speranze e le loro illusioni.

Qual è la genesi di Dragonero? Come nasce il progetto di una storia di pura fantasy pensata per Sergio Bonelli Editore?

ENOCH: L’idea di Dragonero nasce prima di Gea, ovvero quasi dieci anni fa. Stefano Vietti e io volevamo proporre a Sergio Bonelli una serie fantasy, sia perché il genere ci appassionava tantissimo, sia per colmare la nicchia che ancora rimaneva vuota all’interno della Casa editrice. A quel tempo, però, non se ne fece nulla, dato che l’editore mi propose, appunto, di realizzare Gea, la serie semestrale che quest’anno giungerà a conclusione con il numero 18. Stefano, poi, in quel momento era molto impegnato con numerose storie di Nathan Never, e decidemmo quindi di mettere Dragonero nel cassetto per il futuro.
VIETTI: Il momento di Dragonero arrivò tre anni fa, quando Sergio Bonelli decise di tentare con il “format” narrativo dei “romanzi a fumetti” (corpose avventure di nuovi personaggi, da leggere tutte d’un fiato come un romanzo), che Luca e io gli avevamo presentato e che contemplava proprio Dragonero come prima uscita della collana.

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Data la lunga genesi di questo volume, dovuta sia al corposo lavoro di preparazione che alla realizzazione vera e propria delle quasi trecento pagine, Dragonero ha subìto dei cambiamenti nel corso della sua lavorazione oppure i personaggi e il mondo che avevate in mente sono giunti su carta nello stesso modo in cui li avevate immaginati?

ENOCH: Alcuni personaggi non sono mutati come Ecuba, la monaca guerriera che è rimasta molto simile ai miei bozzetti di un decennio fa; lo stesso protagonista, Ian, ha mantenuto molte delle fattezze originarie. Dragonero è, però, stato realizzato da un altro disegnatore, il bravissimo Giuseppe Matteoni, che ha creato ex novo molti dei personaggi presenti nella storia e ha interpretato in modo originale quelli su cui avevo già lavorato.
VIETTI: Non accade mai che, per lavori complessi e di lunga gestazione come Dragonero, si arrivi alla fine senza che nulla sia cambiato rispetto ai progetti iniziali… Ed è un bene, perché vuol dire che il lavoro creativo non si è mai interrotto.

Com'è nata la scelta di Giuseppe Matteoni, un esordiente in Casa Bonelli, come disegnatore della storia e come avete impostato la collaborazione con lui?

ENOCH: Abbiamo avuto ampia libertà nella scelta del disegnatore. Abbiamo fatto una selezione spulciando nell’enorme archivio della Casa editrice e proponendo le tavole di prova a disegnatori esterni. Hanno tutti fatto un egregio lavoro, ma Giuseppe Matteoni ci ha stupiti talmente con i suoi disegni e con la sua creatività, che abbiamo scelto lui senza indugio!
VIETTI: È stato un colpo di fulmine. Quando io e Luca abbiamo visto le tavole di prova di Matteoni, abbiamo capito di aver trovato la persona che cercavamo per realizzare al meglio le spettacolari scene che avevamo in testa! E, dati i risultati, abbiamo avuto ragione!

Presentandovi con questo progetto entrambi in veste di sceneggiatori, come vi siete divisi il lavoro?   

ENOCH: In maniera salomonica. Abbiamo scritto un capitolo per uno. In realtà, anche se sceneggiavamo un capitolo – o parte di un esso – a testa, il lavoro di scambio è stato così fitto che praticamente ognuno di noi ha apportato modifiche alla sceneggiatura dell’altro, tanto che possiamo tranquillamente parlare di un lavoro a quattro mani.
VIETTI: Un processo creativo a due teste e a quattro mani, sereno e molto gratificante. Crediamo – o meglio, speriamo – che questa ottima collaborazione sia evidente anche a chi leggerà Dragonero!