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HANNO SCRITTO DI JULIA
ASSASSINIO
DA TIFFANY, di Paola Mordiglia. Articolo apparso
su Narcomafie, dicembre 2000: "Giancarlo Berardi
mi racconta di quanto sia importante, per chi scrive con voce
di donna, coltivare la propria parte femminile, che oggi lui
identifica con la fantasia creativa. Mi dice, prima di congedarmi,
che questa creatura che gli fa compagnia, comincia a diventargli
indispensabile. Quando gli chiedo se anche lui sia innamorato
di Julia risponde con un sospiro: perdutamente.".
BOLIDI DI CARTA,
di Filippo Einaudi. Articolo apparso su La mia auto,
ottobre 2000: "Elemento retrò in una realtà ambientata
ai giorni nostri, la Morgan di Julia introduce un altro dettaglio
particolare e curioso che definisce un personaggio forse meno
fuori dagli schemi di molti altri ma non certo anonimo
".
LA
CRIMINOLOGA REGINA DEL NUOVO GIALLO, di Claudio
Risè. Articolo apparso su Il Giornale, 9 dicembre
1999: Nuova eroina delle ragazze, soprattutto se si chiamano
Giulia, che la bersagliano di lettere piene di commossa identificazione,
Julia la criminologa piace anche ai maschi verso il Duemila.
(
) una donna post femminista e post bellone televisive.
Attualità e tradizione. Appunto."
UNA
DETECTIVE DELL'ANIMO UMANO, di Antonio Carboni. Articolo
apparso su Il Giornale del Popolo, 21 luglio 1999:
"Un 'noir' particolarmente ricco di inquietudini e tensioni,
in un microcosmo che assume toni ora da commedia, ora da racconto
'hard boiled', dove viene privilegiato il lato psicologico
e la personalità dei personaggi, compreso i 'malvagi'.
Ma ciò non va a detrimento dell'azione o dei colpi
di scena che restano determinanti negli sviluppi delle vicende".
JULIA,
LA VICINA DI CASA CHE VINCE IL CRIMINE,
intervista a Giancarlo Berardi di Ferdinando Maffioli, apparsa
su Il Giornale, 6 maggio 1999: "Il mio stile non
è cambiato - racconta Berardi. Le storie di Julia sono veramente
realistiche, al limite del documentaristico. Non storie consolatorie,
col finale dolce
".
JULIA,
IL CLONE DI AUDREY, di Antonio Orlando. Articolo
apparso su Amica, maggio 1999: "Ha il volto e
la classe dellindimenticabile Hepburn la protagonista
di una striscia di successo. Che rafforza il vecchio legame
tra cinema e fumetto".
LE RAGAZZE CON LA PISTOLA,
di Antonia Matarrese e Vincenzo Bonaventura. Articolo apparso
su Anna, 22 febbraio 1999: "Tivù, libri, fumetti:
è il boom delle investigatrici
".
IL
FUMETTO È IN MINIGONNA di Paolo Grugni. Articolo
apparso su Donna Moderna, 12 Ottobre 1998: " Forte, indipendente e affascinante,
Julia è leroina di una nuova storia disegnata.
Piena di suspense...".
UN NOIR AL FEMMINILE,
di Stefania Marra. Articolo apparso su Avvenimenti,
4 ottobre 1998: "Si chiama Julia ed è criminologa. Una
donna intelligente, elegante, fragile. Niente pistola o arti
marziali, ma una grande propensione a capire gli altri
".
JULIA, IL NOIR SI TINGE DI ROSA,
intervista a Giancarlo Berardi di Claudio Paglieri, apparsa
su Il Secolo XIX, 30 settembre 1998: "Una criminologa
sosia di Audrey Hepburn alla conquista del pubblico donna
".
BRAVA JULIA DETECTIVE DELLANIMO,
di Filippo de Bortoli. Articolo apparso su La Prealpina,
30 settembre 1998: "Con uno staff di disegnatori davvero
sorprendente Berardi raccoglie così una sfida impegnativa
e accattivante, nella quale mettere a frutto lesperienza
di anni e anni spesi a inventare fumetti di grande qualità
come Ken Parker
".
SERGIO BONELLI LANCIA LA BELLA JULIA,
CRIMINOLOGA SPECIALIZZATA A CACCIA DI SERIAL-KILLER DI CARTONE,
di Maurizio Acerbi. Articolo apparso su Il Giornale,
29 settembre 1998: "Per un uomo - spiega Berardi - compenetrarsi
nella psicologia di una donna è come scandagliare un mistero
affascinante e terribile; entrare in un mondo alieno e imparare
a interpretarne il linguaggio
".
JULIA PER LA TRIBÙ DI DYLAN
DOG, di Alessandro Zaccuri. Articolo apparso su Avvenire,
29 settembre 1998: "Memore della lezione di Dylan Dog,
Julia sfoggia una buona dose di ironia, impersonata dalla
sua dolce colf, una donna di colore che di nome fa Emily e
ha gli stessi inconfondibili lineamenti dell'attrice Whoopi
Goldberg
".
JULIA, UNA DETECTIVE CON IL FASCINO
DELLA AUDREY HEPBURN, intervista a Giancarlo Berardi
di A. Mezzena Lona, apparsa su Il Piccolo, 29 settembre
1998: "Julia è un personaggio molto realistico. Vorrei
che chi la legge la sentisse di ossa, di sangue, di cartilagine,
di paure e gioia. Di emozioni".
JULIA, LACCHIAPPAKILLER, di Federico
Luperi. Articolo apparso su Il Giorno, 29 settembre
1998: "Altre peculiarità tutt'altro che trascurabili
sono il sesso (è una donna con un ruolo da protagonista),
la femminilità (i suoi muscoli hanno
un nome, Leo Baxter) e soprattutto un episodio del suo
passato di consulenze investigative che le ha lasciato delle
brutte cicatrici
".
UNA DETECTIVE A STRISCE,
di Vincenzo Martini. Articolo apparso su Il Tirreno,
27 settembre 1998: "Passando da un genere allaltro,
Berardi non ha perso il gusto della narrazione di taglio cinematografico
e dellanalisi introspettiva dei suoi personaggi
".
PIACERE, JULIA, CRIMINOLOGA,
di Domenico Catagnano. Articolo apparso su Lombardia Oggi,
supplemento a La Prealpina, 27 settembre 1998: "Un
personaggio che Berardi ha modellato con estrema precisione
e nei minimi particolari, tornando anche sui banchi delluniversità
".
SERIAL KILLER, ORA INDAGA JULIA.
Articolo redazionale apparso su La Padania, 27 settembre
1998: "È una criminologa-detective che somiglia
a Audrey Hepburn
".
JULIA CRIMINOLOGA RICCA DI FASCINO, di
Dario Campione. Articolo apparso su Il Corriere di Como,
23 settembre 1998: "Imponente lo staff dei disegnatori
di Julia, alcuni dei quali sono vere e proprie grandi firme
del fumetto, da Sergio Toppi a Corrado Roi, da Luca Vannini
a Giorgio Trevisan, a Federico Antinori
".
E JULIA AL PIANO SUONA SCHUMANN,
di Piero Zanotto. Articolo apparso su Il Gazzettino,
17 luglio 1998: "Per verificare di persona l'approccio
didattico di un vero criminologo - racconta Berardi - ho anche
frequentato per alcuni mesi come auditore un corso dell'Istituto
di Medicina Legale di Genova".
LAVVENTURA
ALLA MILANESE, intervista a Sergio Bonelli
di Stefano Rossi, apparsa su La Repubblica, 6 luglio
1998:
"La prima idea - spiega Bonelli - era quella di una agente
dell'Fbi coinvolta in casi fuori dall'ordinario. L'impianto
è ora più tradizionale e il tono non sarà pulp ma ironico e
sofisticato
". |