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TEX (1948)
Anno di nascita: 1948. Dunque, il più popolare eroe del fumetto
italiano ha ormai più di cinquant'anni. E non si può certo dire
che li porti male! Creato da Gianluigi Bonelli (testi) e Aurelio
Galleppini (disegni), Tex Willer, il più amato Ranger d'Italia,
occupa ancora oggi, dopo oltre mezzo secolo di vita editoriale,
una posizione di assoluto rilievo nel mercato italiano. Primo tra
gli eroi western italiani a incorporare nelle sue storie il punto
di vista dei nativi (e questo molto prima dell'avvento, al cinema,
nei primi anni Settanta, del western "crepuscolare"), Tex affronta
ogni avventura in compagnia dei suoi tre fedeli pards: suo figlio,
il giovane meticcio Kit Willer (nato dal matrimonio con la donna
navajo Lilyth, morta in circostanze tragiche), il vecchio e arguto
Kit Carson e il guerriero navajo Tiger Jack. La filosofia di Tex è
molto semplice: combattere contro tutte le ingiustizie, difendere
i diritti dei Navajos (nelle vesti di Aquila della Notte, capo
supremo della tribù), e di ogni individuo oppresso (come componente
ufficiale del corpo dei Rangers). Spesso ambientate in scenari
esotici, le storie di Tex mescolano con abilità i classici temi
western con elementi e atmosfere vicine all'orrore e al fantastico
(astronavi aliene che atterrano in Arizona, sette vudù, scienziati
pazzi...), soprattutto in quelle avventure che lo vedono alle prese
con il suo nemico "numero uno": il diabolico Mefisto. Le ragioni del
successo di Tex Willer sono molte e, tra queste, la vitalità, la
varietà, la ricchezza di spunti che hanno sempre costituito i tratti
salienti della serie fin dalla sua prima apparizione in edicola. In
quegli anni, in Italia, la mitologia del West, costruita soprattutto
attraverso le immagini del grande schermo, appariva ancora sommaria e
schematica. Tex arrivò come una sferzata, una proposta vigorosa che,
rompendo con gli schemi (non solo fumettistici) del passato, costruiva
con la sua particolare carica irruente e, in qualche modo, "trasgressiva",
nuove e più ampie coordinate per la fantasia del lettore del Dopoguerra.
Oggi Tex non è soltanto uno dei fumetti italiani più popolari, una vera
e propria epopea, una sorta di universo autosufficiente, ma è diventato,
nel contempo, un significativo fatto di costume e un raro esempio, seppure
seriale, di produzione di immaginario che ha conservato freschezza e
vivacità nonostante la sua lunghissima esistenza. |
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