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HANNO SCRITTO DI TEX
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IL MITO DI TEX: L’EROE GIUSTO HA 60 ANNI
Articolo di Roberto Festi, apparso su L’Adige, 10 settembre 2008: “…Tex non è soltanto un personaggio, è un’idea. L’idea che in questo universo dell’indifferenza sopravviva una misteriosa anomalia: il concetto di giustizia…”
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TEX WILLER HA SESSANT’ANNI
Articolo di Gianni Brunoro, apparso su Il mattino di Padova, 9 settembre 2008: “…Tex ha dimostrato molto precocemente il senso e il valore della sua “modernità”, per cui non c’è da meravigliarsi se egli è ancora vivo oggi, dopo sessant’anni esatti da quel settembre 1948 in cui uscì il primo episodio…”
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TEX ENTRA NELLA TERZA ETÀ MA È ANCORA IN GRAN FORMA
Articolo di Fabio Licari, apparso su La Gazzetta dello Sport, 9 settembre 2008: “Sono sessanta, per mille diavoli! Sessant’anni che è nato Tex: settembre 1948, l’Italia ha la costituzione, Truman lancia il Piano Marshall, Einaudi è Presidente della Repubblica. Gian Luigi Bonelli, “romanziere prestato al fumetto” come amava definirsi, crea Tex Willer…”
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LA LEGGENDA DEL FUMETTO ITALIANO
Articolo di Gianni Olla, apparso su La Nuova Sardegna, 9 settembre 2008: “…questa celebrazione (…) rivela anche il segreto della longevità di Tex. Sviluppatosi quasi miracolosamente sull’onda dell’americanismo imperante nel dopoguerra, il fumetto ha progressivamente circondato la mitologia western (…) di ogni forma e modello narrativo esistente: il noir, il melodramma, il giallo, l’horror e persino il fantasy - con quelle bellissime apparizioni di “popoli perduti" nella grande America – e la fantascienza…”
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I 60 ANNI DI TEX, IL PISTOLERO SENZA MACCHIA
Articolo di Edoardo Pittalis, apparso su Il Gazzettino, 8 settembre 2008: “Il primo “Bang” echeggiò un giorno di settembre del 1948. L’eroe aveva un faccione che ricordava Gary Cooper, montava un cavallo bianco, si nascondeva sotto un cappellone alla Tom Mix (…) l’aveva inventato Gian Luigi bonelli, l’aveva disegnato Aurelio Galleppini, uno che i sogni li raccontava in bianco e nero…”
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NONNO TEX CAVALCA ANCORA
Articolo di Roberto Davide Papini, apparso su Il Resto del Carlino, 8 settembre 2008: “Uscito in edicola per la prima volta nel settembre del 1948, Tex Willer compie sessant’anni e non è una banalità dire che li porta bene, anzi, a giudicare dallo stato di salute del fumetto italiano possiamo dire che li porta benissimo…”
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“IO, PICCOLO TEX, AL CAFFÈ CON PAPÀ”
Intervista a Sergio Bonelli di Alberto Gedda, apparsa su La Stampa, 30 agosto 2008: “…In questi anni, tanti anni, si è instaurato tra me e il lettore un bel rapporto, e ciò mi mette a mio agio, non mi crea ansia. Così posso raccontare, ricordare, serenamente, rifacendomi all’anedottica di fumetti, letteratura. È il privilegio dell’esperienza…”
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IL COW BOY CHE AMA LA GIUSTIZIA
Articolo di don Maurizio Ceriani, apparso su Il Popolo, 28 agosto 2008: “…Tex Willer arriva nelle edicole nel 1948, quando il popolo italiano “stremato da un conflitto devastante dal punto di vista del sacrificio di vite umane ma anche sul piano morale” accoglie di buon grado “un giustiziere americano dalle idee chiare, capace di distinguere, “senza se e senza ma”, il buono dal cattivo”…”
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TEX CONTRO LA CENSURA
Articolo di Moreno Burattini, apparso su Il Giornale, 23 agosto 2008: “…(negli anni Cinquanta) alcuni editori del settore (…) istituirono una “commissione di autocensura”, con tanto di marchio che appariva sulle pubblicazioni (“Garanzia Morale”). Nelle ristampe di Tex vennero modificate intere sequenze allo scopo di eliminare “immorali” scene di violenza, sacrificando in alcuni casi la logica della storia. Le cosce nude della squaw vennero pudicamente coperte, i pugnali sostituiti con randelli, le pistole cancellate…”
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“OKAY, SONO UN EROE DEL BENE MA NON UNO STINCO DI SANTO”
Articolo di Mauro Boselli, apparso su Il Giornale, 15 agosto 2008: “…Non sopporto i farabutti e i prepotenti. Non sopporto chi se la prende con i più deboli. Non so se questo ha a che fare con la religione. So che ha a che fare con quello che sono: un uomo…”
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IN DIFESA DEI PIÙ DEBOLI E DELLA GIUSTIZIA. LO STRETTO SENTIERO DI AQUILA DELLA NOTTE
Articolo di Roberto Genovesi, apparso su L’Osservatore Romano, 15 agosto 2008: “…Il più longevo ranger della storia del fumetto compie sessant’anni e sarebbe facile aggiungere che non li dimostra, se non fosse che il fardello sulle spalle è fatto di oltre seicento storie, ormai tradotte in decine di Paesi, che portano la firma di alcuni tra i più importanti disegnatori e sceneggiatori della storia del fumetto italiano e internazionale…”
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PERCHÉ LEGGO TEX
Articolo di Marco Ivaldo, apparso su L’Osservatore Romano, 15 agosto 2008: “…(…) Tex è un’evasione, uno svago: mi trasporta idealmente per un certo tempo in un altro mondo: grandi spazi, incontaminate foreste, sconfinate pianure, trascinanti avventure, un mondo però “reale”, descritto e disegnato con grande attenzione ai particolari…”
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DAL VOLTO DI GALEP ALLA MATITA DI VILLA
intervista a Claudio Villa apparsa su L’Osservatore Romano, 15 agosto 2008: “…(…) Tex è il simbolo della forza, del coraggio, della temperanza e dell’altruismo. Una sensazione che comunica attraverso ogni suo gesto, ogni sua espressione, ogni sua azione e tutto questo viene immortalato da una serie di tratti di matita e pennino…”
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TEX WILLER EROE ITALIANO
Articolo di Oscar Cosulich, apparso su “L’Espresso”, 26 gennaio 2007: “Grintoso, ironico, infallibile non solo con la colt. Difende i deboli, raddrizza i torti. Antirazzista sin dall’esordio. Il mito creato da Bonelli e Galeppini rivive nelle prime avventure. Ora colorate, e con copertine inedite. (…) Con il primo volume ‘Il totem misterioso’, riproposto ora nella Collezione Storica a Colori (in regalo con ‘la Repubblica’ giovedì 1’ febbraio), torna in edicola il mitico Tex degli esordi, in una collana che raccoglie le sue prime avventure ora colorate, per una seducente cavalcata nella leggenda…”
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CON “REPUBBLICA” TORNA IL PRIMO TEX (MA COSÌ NON SI ERA MAI VISTO)
Articolo di Luca Raffaelli, apparso su “Il Venerdì”, 26 gennaio 2007: “Il suo nome è Willer, Tex Willer. Da quasi sessant’anni uno dei personaggi uno dei personaggi più amati d’Italia e da cinquanta il più grande successo del fumetto italiano. Per tutti i suoi appassionati, ma anche per chi magari vorrà accostarsi alle sue storie per la prima volta, il primo febbraio sarà una data memorabile. Una nuova collana a fumetti di Repubblica-L’Espresso, proporrà cronologicamente le sue avventure. E la grande novità è che per la prima volta saranno pubblicate a colori. Nel primo volume, che sarà offerto gratuitamente con Repubblica, i lettori potranno scoprire un eroe diverso da quello a cui siamo abituati…”
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TEX WILLER, LA LEGGENDA CON LA STELLA
Articolo di Luca Raffaelli, apparso su “la Repubblica”, 26 gennaio 2007: “C’è una differenza sostanziale tra Tex e i supereroi del fumetto americano. Non si tratta della mancanza in Tex di superpoteri (in fondo, anche prendere sempre la mira giusta e allo stesso tempo riuscire sempre a schivare le pallottole degli altri è un superpotere, anche se non dichiarato). Il fatto è che Tex (il primo febbraio, in edicola, il primo volume in regalo con la Repubblica) ha una stella sul petto. E’ un ranger, cioè uno sceriffo a tutto campo. Dunque, rappresenta la Legge, lo Stato. Non si tratta di un giustiziere solitario, di un cittadino desideroso di vendetta, di un massacratore che si vuole vuole ‘giustizia’ con le proprie mani. No, lui rappresenta una riconosciuta autorità all’interno di un luogo selvaggio com’è il vecchio west raccontato da Gianluigi Bonelli: un luogo del mito in cui trovano spazio moltissimi elementi tipici della letteratura popolare, dal Salgari di Sandokan al Kipling del Libro della giungla, dal Dumas dei Tre moschettieri al Rice Burroughs di Tarzan…”
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TEX E I SUOI DUE PAPA’, TAVOLE STORICHE DEL MITO
Articolo di Lilia De Apollonia, apparso su “la Repubblica”, 18 gennaio 2007: “Quasi in coincidenza con l’uscita di ‘Tex a colori’, volumi delle mitiche avventure rieditate a colori dalla Casa editrice Bonelli, che accompagneranno per 50 settimane, dall’1 febbraio, i lettori di Repubblica e l’Espresso, una bella mostra dedicata al renger più famoso della storia dei cartoon, Tex Willer, sarà aperta da sabato al Palafiori di Sanremo e durerà fino al 4 marzo…”
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FIGLIO DI CENTOMILA SERPENTI A SONAGLI, DISSE TEX NEL SUO STILE INCONFONDIBILE
Recensione di Antonio D’Orrico, apparso su "Il Corriere della Sera - Magazine", 11 gennaio 2007: "…Tex Willer è una delle più grandi invenzioni della narrativa italiana, una saga infinita, più bella, secondo me, del Signore degli Anelli e affini (…) Esiste un fumetto western più bello di Tex? Credo proprio di no, l’unica cosa che è paragonabile a Tex è il western cinematografico di John Ford: hanno la stessa efficacia, la stessa sublime economia di gesti, di parole, la stessa fiducia nell’azione come massimo compimento dell’arte narrativa…"
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IL MONTANARO DI PÀVANA AMA TEX WILLER
Intervista di Stefano Fiori a Francesco Guccini, apparso “Il Tirreno di Pistoia”, 30 dicembre 2006: “Tra i suoi amori c’è anche quello per la lettura e per i fumetti, in particolare. ‘Ricordo che mio padre non voleva assolutamente che comprassi i fumetti, li imolava in piccoli roghi, poiché sosteneva che essi mi disabituassero alla lettura. Nel mio caso era vero invece il contrario, poiché leggevo di tutto. Tra i fumetti, che colleziono ancor oggi, sono molto affezionato al Corriere dei Piccoli, il Vittorioso, poi a Tex Willer e attualmente a Ken Parker e alla produzione bonelliana’.”
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TEX E I SUOI PARD SBARCANO NELLA CAPITALE
Articolo apparso su “Il Manifesto”, 29 aprile 2005: “(…) Aquila della Notte e i suoi fidi pard - Kit Carson, Kit Willer e Tiger Jack - saranno i protagonisti dell’esposizione che prevede oltre 200 pezzi, con un centinaio di tavole originali, molte delle quali firmate da Aurelio Galleppini (…), l’interprete più autentico del ranger mezzosangue Navajo…"
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RITORNA IN EDICOLA IL MITICO TEXONE DI GUIDO BUZZELLI
Articolo di Ferdinando Maffioli, apparso su "Il Giornale - Milano", 14 febbraio 2005:
"(…) ecco che (…) anche i grandi album (…) tornano in edicola nella serie "Stella d’Oro".
La veste non è troppo diversa dall’originale: immodificati articoli storico-informativi nella parte
iniziale e aggiornate notizie sugli autori. Originale, ovviamente, è rimasta la
filosofia che ispirò i Texoni: offrire ai lettori nuove interpretazioni del personaggio
Tex da parte delle "matite" più grandi…";
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SERGIO BONELLI E LA RIVINCITA DI TEX WILLER, A CAVALLO DA OLTRE MEZZO SECOLO
Articolo apparso su “Il Gazzettino”, 23 dicembre 2004: “Pordenone -
Una rivincita contro cacciatori di streghe e profeti del buoncostume unilaterale.
Sergio Bonelli, l’editore italiano di fumetti più famoso (e affermato)
in Europa, ha varcato la soglia dell’ex convento pordenonese di S.Francesco in preda a
un turbinio di emozioni contrastanti tra loro. Merito della mostra
"Sulle tracce di Tex", che il Comune ha allestito in città…"
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"TEX CONTRO MEFISTO", UN’AVVENTURA TUTTA SPECIALE
Articolo di Luca Raffaelli, apparso su “La Repubblica”, 30 settembre 2004:
“Non può esserci nessun altro nemico più diverso da lui: se Tex usa la razionalità,
Mefisto è tutto ipnosi e condizionamento; se Tex è concreto, Mefisto vuole ammaliare,
se Tex vuole costringere il mondo a dargli ragione seppur a suon di sganassoni,
Mefisto lo affascina con le sue magie e lo abbindola con le sue finzioni…"
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IL SUPER RANGER ARRIVA IL 1° OTTOBRE
Articolo apparso su “La Repubblica”, 28 settembre 2004:
“Il ranger razionale e concreto sfida il re degli stregoni,
degli illusionisti, degli ipnotizzatori. Ne nasce la saga più popolare del fumetto
italiano: "Tex contro Mefisto", realizzata nel ’58 dai due creatori del personaggio,
lo sceneggiatore Gianluigi Bonelli e il disegnatore Galep…"
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IO, MIO PADRE E TEX UN’AVVENTURA SENZA FRONTIERE
Articolo di Michele Serra, apparso su "La Repubblica", 26 settembre 2004: "(…) Sergio Bonelli è seduto nel cuore del suo piccolo impero del fumetto, un grande appartamento milanese vicino alla Fiera, zeppo di libri, albi illustrati, giornali, quadri, juke-box. Dice che è stufo di raccontare sempre la stessa storia, che è quella di Tex, ma è soprattutto la storia di un padre e un figlio. Però la racconta (e la racconta benissimo, acuto, spiritoso, malinconico), anche perché di storie così non ce ne sono molte, nella vita come nella fiction…"
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CI VOLLE TEX PER RISCATTARE I FEROCI INDIANI DI "CARTA"
Articolo di Carlo Scaringi, apparso su "Giornale di Brescia", 21 luglio 2004: "(…) fu solo con l’arrivo del bonelliano Tex che i pellirossa di carta smisero di essere "cattivi", nemici sanguinari e immorali da combattere con ogni mezzo. Fin dalle prime avventure di questo eroe scaltro, astuto nemico dei presuntuosi e degli arroganti, è evidente il cambiamento di prospettiva…"
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BONELLI: "IL MIO TEX" COSÌ IL FUMETTO È PENETRATO NEI MUSEI
Articolo di Anna Maria Eccli, apparso su "Trentino", 14 luglio 2004: "Una mostra lunga un secolo, racchiusa anche nel bel catalogo con i contributi critici di Piero Canotto, Alfredo Castelli, Maurizio Scudiero e Gianni Brunoro. All’inaugurazione era presente Sergio Bonelli, l’inventore di "Zagor", di "Mr.No", di molti testi dell’intramontabile Tex Willer…"
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TEX? QUASI UN DIVO DEL CINEMA.
Articolo di Vittoria Colonna, apparso su "La Padania", 30 giugno 2004: "Tex e Edward Curtis: il tema è comune, l’accostamento , però è senz altro inedito. Ma a Palazzo
Magnani, a Reggio Emilia, anche l’impossibile diventa reale, complici il mondo dei fumetti e quello della fotografia d autore..."
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TEX, IL COW-BOY TRA LE DOLOMITI
Articolo di Federica Celussi, apparso su "Il Giornale - Genova", 30 maggio 2004: "(...) Aurelio Galleppini verrà per sempre ricordato come colui che nel ventesimo secolo disegnò le appassionanti avventure del mitico eroe adamantino chiamato Tex Willer. È la moglie Ines a raccontarci l’opera del disegnatore vissuto a Chiavari che amava profondamente..."
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TEX, UNA CAVALCATA LUNGA CINQUANTASEI ANNI DIETRO IL MITO DEL VECCHIO WEST
Articolo di Piero Zanotto, apparso su “Il Gazzetino”, 6 marzo 2004: “Cinquantasei anni di ininterrotta cavalcata lungo i sentieri del West. Tex Willer è la figura più longeva che il fumetto italiano sia riuscito a offrire, viva oggi nell’immaginario ed ex giovani con la stessa verginità emozionale della sua prima apparizione nel 1948..."
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SULLE TRACCE DI TEX, MITO WESTERN SU CARTA.
Articolo siglato I. M., apparso su “Corriere del Veneto”
(Edizione di Verona e Vicenza), 5 marzo 2004: “‘Quando si parla di
Tex, non si può non parlare di arte. Per la qualità della regia
del testo e, soprattutto, per la qualità del disegno…
Il personaggio Tex ha molte sfaccettature – aggiunge Hüllweck
(sindaco di Vicenza, n. d. r.) – ragiona come un europeo,
ma ha la forza, il coraggio e le possibilità di azione tipiche
di un americano. Soffre sul piano personale, crede nell’amicizia,
si batte per la giustizia, vive con gli indiani e si sposa con
un’indiana quando ancora gli indiani erano visti per lo più come
carne da cannone…’”.
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TEX WILLER CAVALCA IN BASILICA.
Articolo di Silvia Maria Dubois, apparso su “Il Giornale di Vicenza”, 5 marzo 2004: “Qualcuno giura che sia arrivato tornando a cavalcare il suo vecchio Dinamite, altri sussurrano che sia piombato in compagnia di Tiger Jack per l’ennesimo regolamento di conti a favore dei Navajos…”.
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TEX WILLER INOSSIDABILE EROE DEL FUMETTO.
Articolo di Gianni Brunoro, apparso su “La Nuova di Venezia e Mestre Calle al Ponte”, 2 marzo 2004: “Se la forza di un personaggio a fumetti si misura, com’è ovvio, dalla capacità di sopravvivere ai suoi autori, allora a Tex Willer bisogna riconoscere una statura quasi da… supereroe. Per quali vie misteriose e inafferrabili ragioni un personaggio di fantasia si imponga all’immaginario popolare, ma i fatti sono sempre lì, concreti e innegabili. Pertanto, quali che ne siano le spiegazioni, essi evidenziano come Tex Willer sia ormai un’icona del nostro immaginario… un monumento della nostra cultura, del nostro sociale, non escluso il nostro quotidiano…”.
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“APACHE KID: UNA STORIA VERA PER TEX”.
Articolo di Filippo Mazzarella, apparso su “Corriere della Sera”, 28 dicembre 2003: “L’onore della lussuosa ristampa tocca quest’anno a una saga del 1974. Con ‘Apache Kid’ (Mondadori) Gianluigi Bonelli incastrò nella continuità di Tex un personaggio e una vicenda minore della grande epopea del West: la storia vera di un giovane orfano indiano, allevato da un ufficiale Usa e divenuto scout dell’esercito, in fuga dopo un omicidio commesso per vendicare la morte del padre… Ne uscì un’avventura epica e severa, con un passo degno del western hollywoodiano classico, servita dai disegni sobri e magnifici di Erio Nicolò…”.
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BONELLI: TESTI, RACCONTI E PERSONAGGI. E PER IL “PAPÀ” DI TEX È SUBITO CODA.
Redazionale apparso su “Il Giornale”, 19 ottobre 2003: “ Tantissimi visitatori alla mostra dedicata al ‘papà’ di Tex Willer, il famoso personaggio dei fumetti, allestita a Villa Burba di Rho… E già nei primi tre giorni, i testi, le immagini e le strisce originali di Giovanni Luigi Bonelli hanno attirato più di duemila visitatori…”.
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A RHO LA LEGGENDA DEL PAPÀ DI TEX.
Redazionale apparso su “La Cronaca di Cremona, Crema, Casalmaggiore”, 19 ottobre 2003: “Il lungo percorso artistico compiuto dal creatore di Tex nel mondo della letteratura e del fumetto viene celebrato in una mostra dal titolo ‘G. L. Bonelli dal Vittorioso a Tex’…”.
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C’È TEX ALLA FIERA DI LUGLIO.
Articolo siglato N. C., apparso su “Gazzetta di Modena”, 24 luglio 2003: “Tra le attività per la Fiera di Luglio, il Museo della Bilancia presenta una mostra di fumetti di Tex Willer provenienti dalla collezione privata dei campogallianesi Bazzani-Gabbolini-Guarnieri. I tre appassionati hanno nelle loro rispettive collezioni fumetti di Tex Willer di vari formati ed epoche…”.
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MANFRED SOMMER PER IL TEX GIGANTE 2003.
Redazionale, senza firma, in La Cronaca di Cremona, Crema, Casalmaggiore, 1 giugno 2003: “Anche stavolta l’albo speciale di Aquila della Notte farà, comunque, parlare di sé. Anzitutto, per il numero: 17. Sono pochissimi i fumetti che possano vantare una tradizione così duratura. Poi, per l’autore a cui hanno commissionato le tavole. Anche in quest’occasione Sergio Bonelli ha voluto fare le cose in grande stile, chiamando un disegnatore di prim’ordine (Manfred Sommer, n.d.r.) per la realizzazione di un albo di così grande importanza. La sceneggiatura è affidata all’inossidabile Claudio Nizzi, autore d’indubbia fama…”.
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IL SUCCESSO DI TEX È ANCORA UN MISTERO.
Articolo di Antonio Casa, La Sicilia, 27 aprile 2003: “ È l’unico fumetto tricolore a resistere dal 1948, e non si sa ancora bene il perché. Tex Willer, nato fuorilegge per volere di Gianluigi Bonelli, che voleva così per differenziarlo dagli altri western… è in realtà un mistero editoriale. Da cinquantacinque anni, il ranger senza macchia e senza paura macina qualcosa come 350 mila copie al mese, senza contare gli albi speciali e le ristampe, coinvolgendo tre generazioni di lettori…”.
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TUTTO ESAURITO PER TEX WILLER.
Articolo redazionale, la Repubblica, 1 marzo 2003: “Un boom da cinquecentomila copie per Tex Willer e le sue avventure. Ieri il successo del secondo volume dei grandi Classici del Fumetto di Repubblica ha bissato l’ottimo risultato del numero d’esordio della collana, dedicato a Corto Maltese…”.
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TEX WILLER E DYLAN DOG NELLE AULE DI UN’UNIVERSITÀ.
Articolo d’agenzia, Il Cittadino, 26 febbraio 2003: “I fumetti sbarcano per la prima volta nell’università italiana, con un corso destinato agli studenti che si stanno specializzando in mass media. E in particolare l’oggetto di studio verterà su Tex Willer, il fumetto italiano di maggior successo…”.
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I PRIMI SETTANT’ANNI DI MISTER FUMETTO.
Intervista di Cesare Fiumi a Sergio Bonelli, in “Sette”, supplemento al Corriere della Sera, 28 novembre 2002: “Tex era cresciuto bene. Aveva già intorno tutti i suoi pard, perché mio padre, che era un romantico e adorava il racconto d’appendice, aveva sempre in testa Dumas e i quattro moschettieri. E con Tex, le pistole al posto delle spade, c’era riuscito affiancandogli Carson, il figlio Kit e Tiger Jack…”.
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L’ARETINO CHE HA TEX IN MANO,
di Nadia Frulli. Intervista al disegnatore Fabio Civitelli apparsa su Corriere di Arezzo e della Provincia, 10 novembre 2002: “Chi è Tex? Un personaggio azzeccatissimo. A 54 anni dalla sua nascita continua a essere amato e continua a essere al passo con i tempi. Incarna valori fondamentali…”.
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LUCCA, ARRIVANO I COMICS E TEX “INVADE” IL NUOVO MUSEO.
Articolo di Massimo Di Grazia, Il Giornale della Toscana, 26 ottobre 2002: “A inaugurare il museo, vero e proprio ‘evento nell’evento’ sarà ‘Tex 500’, una grande mostra dedicata ai cinquecento numeri dell’eroe creato da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini cinquantaquattro anni fa…”.
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MA DIETRO I DUE BIG IL FUMETTO ANNASPA,
di Roberto D. Papini. Articolo apparso su La Nazione, 24 ottobre 2002: “Ecco che allora la ricetta creata nel 1948 da Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini, con un western molto innovativo (Tex Willer, ranger e uomo di giustizia, è al fianco degli indiani in anni in cui i ‘pellerossa’ vengono dipinti al cinema quasi sempre come selvaggi)… regge senza problemi all’urto del tempo…”.
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IN GINOCCHIO DA TEX,
di Emiliano Farina. Articolo apparso su L’Unione Sarda, 6 settembre 2002: “Nonostante le storie a stelle e strisce del leggendario West siano quasi completamente scomparse perfino dall’immaginario collettivo, Tex resiste. E lo fa senza affaticarsi più di tanto…”.
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I SEGRETI DI CHI DONA VITA AL GRANDE TEX.
Articolo siglato, La Provincia, 21 luglio 2002: “Il successo di Tex è davvero internazionale e trasversale, capace di attraversare indenne le mode del momento e i mutamenti di gusto generazionali…”.
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TEX E KIT, DUE FILOSOFI UN PO’ SPECIALI.
Articolo di Giulio Giorello, Corriere della Sera, s. d.: “… Si tratta di due filosofi di tipo particolare, di quelli che sarebbero piaciuti all’irlandese John Mitchel che sognava (1854) di ‘radere al suolo e spazzare via’ i castelli edificati da qualsiasi potere imperiale… Anche in questa avventura (‘Nell’inferno verde’)… Willer e suo figlio non smettono di dar prova del fatto che ‘la canna di una pistola è un argomento molto chiaro in tutti i Paesi del mondo’… Eppure, questa volta Tex e Kit sparano quasi controvoglia agli indios Bravos che minacciano una spedizione di operatori tecnici e di marines, incaricata di progettare quello che sarà poi il Canale di Panama…”.
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TEX RITROVA L’ODIATO MEFISTO,
di Francesco Specchia. Articolo apparso su Libero, 13 luglio 2002: “La storia è un fulgido esempio di narrativa popolare degna dei romanzi esoterici di Conan Doyle o di quelli avventurosi di Du Terrail…”
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TEX FESTEGGIA QUOTA 500 TRA I NAVAJOS
di Andrea Cavalcanti. Articolo apparso su La Provincia di Como, 8 giugno 2002: “Al traguardo dei 500 numeri Tex, personaggio creato nel ’48 da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini, si conferma il fumetto d’avventura più amato dagli italiani”.
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IL SUO SEGRETO? FERMA IL TEMPO E REGALA EMOZIONI
di Piero Vailati. Articolo apparso su L’Eco di Bergamo, 8 giugno 2002: “Tex è Tex, punto e basta. È un fatto di cuore, la ragione non c’entra. È un fumetto western che in un’epoca di crisi per il fumetto e per il genere western, riesce a mobilitare silenziosi pellegrinaggi di massa nelle edicole di ogni angolo del mondo”.
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TEX, UN ARCITALIANO IN 500 STORIE
di Vittorio Macioce. Articolo apparso su Il Giornale, 6 giugno 2002: “Se la leggenda di Tex è la proiezione di un’America letteraria e popolare, che sa di Ombre rosse e Sfida all’OK Corral, la sua storia è qui, in Italia, nei ricordi dei padri che sono diventati nonni, nella cultura di massa che sdogana quelle strisce di carta, e le fa diventare patrimonio comune”.
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TEX: 500 COLPI CONTRO LA CRISI
di Michela Giordano. Articolo apparso su Avvenire, 5 giugno 2002: “Mito e leggenda sono termini di cui spesso si abusa. Non quando si parla di Tex; creato nel 1948 da Gian Luigi Bonelli, è il personaggio più longevo del fumetto italiano, uno dei più duraturi del mondo assieme a Superman e Batman”
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TEX PASSA AL COLORE CON L’ALBO NUMERO 500
di Stefano Pallaroni. Articolo apparso su La Provincia Pavese, 5 giugno 2002: “Disegnato per la prima volta dalla matita di Aurelio Galleppini a immagine e somiglianza di Gary Cooper, nel tempo Tex ha assunto la mascella squadrata e i tratti duri di un Charlton Heston, senza però perdere nulla del suo fascino. Che è invece cresciuto di pari passo con trame sempre più curate, l’accresciuta precisione nelle descrizioni degli ambienti e dei profili psicologici dei personaggi”.
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TEX ARRIVA A QUOTA CINQUECENTO NUMERI
Redazionale apparso su Il Mattino, 5 giugno 2002: “A distanza di 50 anni, il mitico ranger non sembra mostrare segni di cedimento. Non solo; per il numero 500 in edicola l’8 giugno, si annuncia un clamoroso ritorno nella storia scritta da Claudio Nizzi e disegnata da Claudio Villa: resusciterà Mefisto, il nemico più irriducibile (ma anche il più popolare tra i lettori) di Tex, per consumare finalmente la sua vendetta".
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IL RITORNO DI MEFISTO,
di Claudio Paglieri. Articolo apparso su Il Secolo XIX, 26 aprile 2002. “Sono storie che provocavano più di una notte insonne a chi aveva all’epoca tredici-quattordici anni (e forse anche ai lettori adulti non ancora assuefatti alle immagini horror di cinema e televisione, e ancora digiuni di magia nera, sette sataniche et similia): la scena in cui uno zombie viene risvegliato per uccidere Tex, e la discesa di Yama negli abissi, sono ancora da brividi…”
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OMAGGIO A G. L. BONELLI OMAGGIO A G. L. BONELLI,
di Claudio Paglieri. Notizia apparsa su Il Secolo XIX nella rubrica “Segnali di Fumetto”, 31 gennaio 2002: “Con l’Almanacco del West 2002, da poco in edicola, i lettori di Tex troveranno una sorpresa: l’albo `Sotto il segno dell’Avventura´, interamente dedicato alla figura di Giovanni Luigi Bonelli, creatore del ranger, scomparso un anno fa... Moltissime le illustrazioni e le curiosità sui suoi personaggi meno noti”.
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BONELLI, LA VITA (E L’AVVENTURA) È SOGNO,
di Renato Pallavicini. Articolo apparso su L’Unità, 29 gennaio 2002:
“Se Flaubert affermava con orgoglio `Madame Bovary c’est moi´, Bonelli poteva tranquillamente ribattere `Tex c’est moi´. Identificazione con un carattere e una morale, piuttosto che con il personaggio ma, soprattutto, identificazione con un’epopea avventurosa, fatta di eroi netti e coraggiosi”.
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GIANLUIGI BONELLI, EROE ROMANTICO,
di Filippo Mazzarella. Articolo apparso su Corriere della Sera,
29 gennaio 2002: “La filosofia di Aquila della Notte coincide flaubertianamente con quella di Bonelli. Tex conquista lettori in sintonia con le passioni di un autore che è anche in grado di captare l’esigenza di novità del pubblico, che viene risucchiato nelle imprese inaudite di un ranger schierato con un popolo, gli indiani d’America, fino ad allora rappresentato come carne da macello”.
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TEX, DUELLO AL SOLE CONTRO I MANGA,
di Tommaso Cevoli. Articolo apparso su Avvenire, 11 gennaio 2002: “Con stile inconfondibile e formato `quaderno´ il ranger della Bonelli ha inaugurato un modo di fare fumetto, influenzando generazioni di autori e lettori”.
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MA NON C’È MANGA CHE TENGA. RESTA TEX IL SIGNORE DEI FUMETTI.
Redazionale apparso su La Prealpina, 13 gennaio 2002: “Gianluigi Bonelli è morto un anno fa, il 12 gennaio, ma `Tex Willer´, il suo mitico ranger, cavalca ancora e con lui tutti i suoi lettori, che acquistano ancora oggi oltre 300mila copie di ogni albo”.
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MAXI TEX “NEI TERRITORI DEL NORD OVEST”,
recensione non firmata
apparsa su Il Mucchio Selvaggio, nella rubrica “Comics - megafono", 30 ott./5 nov. 2001:
Freschezza, agilità narrativa, suspence e tradizione, tutte caratteristiche ben miscelate che Boselli con caparbia bravura riesce a infondere a un monumento come Tex. Ai disegni, lo spagnolo Alfonso Font, professionale quanto accurato interprete di una storia ricca di scenografie e colpi di scena... Spassosa lettura classica d’intrattenimento".
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“TEX WILLER”, AVVINCE IL FUMETTO DI RADIODUE,
di Alfredo Cattabiani. Articolo apparso su il Giornale, 4 novembre 2001: “Dopo il successo dello sceneggiato radiofonico su Diabolik trasmesso l’anno scorso, Armando Traverso ha ideato una nuova serie su un altro personaggio celebre dei fumetti, Tex Willer che, come sanno tutti i suoi lettori, è un prodotto italiano perché è nato nel 1948 dalla penna di Gian Luigi Bonelli e dalle matite di Aurelio Galleppini e ha accompagnato la storia del nostro Paese".
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NASCE UN PREMIO PER RICORDARE IL PAPÀ DI TEX,
di Andrea Cavalcanti. Articolo apparso su Il Cittadino, 1 novembre 2001: “Il mondo del fumetto italiano rende omaggio al `papà´ di Tex; nasce il premio ’Gian Luigi Bonelli´ per la scrittura creativa”.
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NEL NOME DI TEX E DELLA STORIA,
di Massimo Di Grazia. Articolo apparso su Il Giornale della Toscana, 31 ottobre 2001: “Fa discutere gli appassionati di fumetto l’idea della Bonelli di far incontrare Tex Willer - personaggio immaginario - con George Armstrong Custer, il celebre comandante di cavalleria realmente esistito”.
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RADIO AL GALOPPO. CON TEX,
di Paolo Pasquarelli. Articolo apparso su Il Resto del Carlino, 29 ottobre 2001: “Tex Willer non è solo un fumetto - commenta il direttore di Radio 2, Sergio Valzania - è letteratura, una sorta di racconto popolare.
Sempre capace di dire qualcosa di nuovo...”.
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TEX CAVALCA IN RADIO CON LA VOCE DI BRUCE WILLIS,
di Valeria Braghieri. Articolo apparso su Libero, 26 ottobre 2001: “Una ghiotta sfida quella di regalare a Tex, il re delle immagini, un mondo di suoni. `Al fumetto manca il movimento, a cui sopperisce il fruitore con la lettura, e poi gli manca il suono. In radio hai a disposizione solo quello, ed è un universo immenso´. Spiega Traverso, autore e ideatore del progetto, che in passato ha sceneggiato (per la radio, n. d. r.) persino Diabolik”.
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TEX WILLER VA ALLA RADIO,
di Ornella Tommasi. Articolo apparso su Il Nuovo Giornale di Bergamo,
26 ottobre 2001: “Come rendere, senza l’aiuto delle immagini, il sibilo di una freccia incendiaria o lo sciabordio di un battello che naviga al largo della Florida… È l’ultima scommessa della fiction su Radio 2 dopo il successo di Diabolik e insieme l’ingresso trionfale sulle sue frequenze dell’eroe più celebrato nella mitologia del fumetto...”.
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RITORNA PER L’ ESTATE AQUILA DELLA NOTTE NEL "TEXONE"
di Piero Zanotto. Articolo apparso su Il Gazzettino 28 giugno 2001: "Kubert gioca sul dettaglio. Le sue sequenze si muovono attraverso un montaggio frenetico di sapore cinematografico. Dice di essersi rifatto per l’inusitato carattere di Tex insieme a Clint Eastwood e a Gary Cooper. E il suo segno ha una padronanza secca di impronta realistica".
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LA VENDETTA DEL CAVALIERE SOLITARIO
di Renato Pallavicini. Articolo apparso su L’Unità, 19 giugno 2001: "Kubert tratteggia con maestria personaggi e panorami, restituendoci tutto il fascino dell’iconografia western. Il suo Tex, un po’ Gary Cooper e un po’ Clint Eastwood, ha la faccia giusta per l’impresa".
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TEX FA L’AMERICANO,
di Gian Emilio Mazzoleni. Intervista a Joe Kubert apparsa su Carnet, giugno 2001: "Allo sceneggiatore Claudio Nizzi ho chiesto che Tex viaggiasse a lungo, in spazi aperti, e ho voluto che ci fossero tanti cambiamenti di clima: pioggia, vento, deserto e tempeste per creare un buon ritmo per l’intera storia. Nizzi è stato bravissimo a capire i miei punti forti e le mie debolezze e illustrare il suo testo è stato un vero piacere".
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C’ERA UNA VOLTA IL WEST,
di Marc de’ Pasquali. Articolo apparso su La Gazzetta di Parma, 12 aprile 2001: "Tex dura ancora con la sua faccia un po’ da Gary Cooper, un po’ da John Wayne, cappello a larghe tese Stetson, fazzoletto nero al collo, camicia gialla e bandana, Colt, stivaletti; e rappresenta quel padre, compagno, amico, protettore fiero e ricco di tradizioni e del bene che di generazione in generazione, a destra e a sinistra, si vorrebbe a portata di mano sempre!"
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TEX, CAVALIERE PALLIDO,
di Mauro Pianta. Articolo apparso su Il Giornale del Piemonte, 7 aprile 2001: "(Tex) resta un capo ottimista e abbastanza autoironico per riconoscere la differenza tra la legge e la giustizia, uno di quelli che `preferiscono tenere in mano una colt piuttosto che una penna´. Anche per questo siamo a quel `tizzone d’inferno´. Anche per questo Tes Viler, come dicevano i vecchi, è ancora uno di noi".
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HASTA LUEGO, BONELLI!,
di Antonio Tentori. Articolo apparso su Area, febbraio 2001: "Grazie allora all’anziano maestro per averci regalato un personaggio come Tex, un eroe di carta, ma `vero´, in grado di superare tranquillamente tutti gli ostacoli più incredibili nel corso delle sue spericolate avventure, così come nella realtà editoriale oltrepassa effimere mode e stagioni".
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CARO BONELLI IL TUO TEX ERA COME TE,
di Stefano Gorla. Articolo apparso su Letture, febbraio 2001: "Tex ha accompagnato generazioni di lettori. Un personaggio controcorrente, veramente innovativo. Storie movimentate, dure, di un mondo in cui la violenza e la forza fisica, il coraggio e l’estremo disprezzo del pericolo erano indispensabili ingredienti. Anticipa di anni la negazione della banale equazione indiani uguale a cattivi. Odia l’arroganza e difende il bene sporcandosi le mani. In fondo, Gian Luigi Bonelli era Tex Willer".
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CHIAMATEMI TEX KILLER,
di Marco Giovannini. Articolo apparso su Panorama, 15 febbraio 2001: "Fisicamente la nuova edizione del vecchio eroe ritorna un po’ alle origini, quando Tex si chiamava Killer e non Willer e faceva più paura. `Psicologicamente ricorda Clint Eastwood, faccia scavata nella roccia e stessa forza interiore´, dice Kubert. `A me pare Charlton Heston, ossa grandi, zigomo e mascella giusti, occhio da serpente che promette guai´, corregge Bonelli".
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REQUIEM PER IL PADRE DEL COW BOY,
di Toni Zanette. Articolo apparso su Il Popolo, 28 gennaio 2001: "Se esiste un paradiso del West mi piace immaginare Gianluigi Bonelli seduto accanto al fuoco di un bivacco con i suoi eroi, John Ford, John Wayne, Thomas Mitchell, il dottore ubriacone ma dal cuore d’oro di `Ombre rosse´. Sullo sfondo la Monument Valley e Fort Apache mentre al tramonto si leva il suono della tromba di Morricone e da lontano si vede arrivare la diligenza".
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TEX LEGGEVA BOBBIO,
di Maurizio Viroli. Articolo apparso su La Stampa, 20 gennaio 2001: "La sua doppia identità gli crea spesso gravi conflitti morali e sofferenze laceranti (quante volte si è vergognato di essere bianco!). Davvero non male per un fumetto che esce in piena guerra fredda quando le divisioni fra ideologie e culture erano, appunto, spesse come cortine di ferro".
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ADDIO A BONELLI, MA TEX WILLER VIVE,
di Piero Zanotto. Articolo apparso su Il Gazzettino, 13 gennaio 2001: "Una figura, Tex, per stessa ammissione del `patriarca´ Bonelli, che gli assomigliava. Più volte aveva detto a voce alta di essere lui Tex Willer. Cioè rifatto sul suo carattere, sempre fiero e indomito. Ne inventava le storie per un dono venutogli da madre natura, senza essere stato un solo giorno in America".
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IL NOSTRO TEX EROE DELLA LETTERATURA POPOLARE,
di Filippo De Bortoli. Intervista a Sergio Bonelli apparsa su La Prealpina, 24 giugno 2000: "L’ultimo Texone afferma una volta di più che era giusta la mia convinzione di sempre: che si possa educare il pubblico a gustare stili e generi di grafica e d’immagini anche molto diversi tra loro".
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TEA BONELLI, LA MAMMA DI TEX & COMPANY,
di Roberto Davide Papini. Articolo apparso su Il Giorno, 20 aprile 2000: "In un mondo quasi esclusivamente maschile, il tocco rosa portato da Tea Bonelli è stato davvero importante e di qualità. Niente male per una donna che diceva di considerarsi `un’editrice improvvisata, per di più senza un passato come lettrice di fumetti´. Ma innanzitutto con tanto coraggio, anche quello della modestia".
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DAVVERO UN TEX IN FORMATO GIGANTE,
di Filippo de Bortoli. Articolo apparso su La Prealpina, 25 giugno 1999: "Tredicesimo di questa razza felice di appuntamenti con la grande Avventura, il Texone di Milazzo riporta il registro della narrazione sul filo del western più classico, usando una volta ancora il linguaggio della parabola e della metafora per mettere al centro dell’attenzione fatti, situazioni, sentimenti e scelte che incrociano spesso e volentieri la nostra strada di tutti i giorni".
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L’INVINCIBILE TEX WILLER,
di Michele Giordano. Intervista a Sergio Bonelli apparsa su Chi, 24 dicembre 1998: "Mio padre ha avuto una bella intuizione, ha compiuto un’operazione di revisionismo nei rapporti tra bianchi e indiani, e questo prima ancora di ‘Soldato Blu’".
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TEX, UNO SPLENDIDO CINQUANTENNE OLTRE LE MODE,
di Dario Campione. Intervista a Claudio Villa apparsa su Il Corriere di Como, 4 novembre 1998: "Sono nato dieci anni dopo Tex, per me è un fratello maggiore da seguire e amare come un ideale, lavorare con lui è allo stesso tempo un onore e una passione. Lui rappresenta un punto fermo, esprime valori non all’avanguardia ma pur sempre attuali".
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TEX UN EROE DA 15 LIRE,
Articolo apparso su Famiglia Cristiana, 11 ottobre 1998: "Western per quei ragazzi era la voglia di scoprire insieme a Steinbeck, Dos Passos, Hemingway e Francis Scott Fitzgerald, il boogie-woogie e il chewing-gum, quel leggendario mondo al di là dell’oceano che ci aveva mandato i marines, Gilda, Serenata a Vallechiara e, il più amato da tutti, John Wayne,
l’eroe della prateria, con il leggendario cappello Stetson, il fazzoletto al collo, il fucile a ripetizione Winchester 73".
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JOHN WAYNE A MATITA,
di Massimiliano Mazzanti. Articolo apparso su Il Secolo d’Italia, 20 settembre 1998: "Tex è un personaggio pieno di contraddizioni, così come piena di contraddizioni è la storia stessa del West (ancora oggi non sappiamo se Wyatt Earp era uno sceriffo o un bandito), però Bonelli padre seppe interpretarlo in maniera originale e credo che questo sia alla base del suo straordinario successo".
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LA LUNGA CAVALCATA DI TEX,
di Francesco Specchia. Articolo apparso su L’Arena, 21 aprile 1998: "Tex è un atto negromantico, un fantasma di carta allattato a formule druidiche, un sogno annaffiato con l’elisir di lunga vita. Prova ne sia che in tutta la penisola si susseguono le mostre, i libri, gli spettacoli che ne commemorano il genetliaco".
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TEX SIMBOLO TUTTO ITALIANO DELL’EPICO WEST COMPIE 50 ANNI,
di Edoardo Rosati. Articolo apparso su Oggi, 1 aprile 1998: "La febbre texofila tracima, conquista le pagine dei quotidiani e finisce per contagiare intellettuali, sociologi e opinionisti, che si affannano a spiegare il fascino della creatura di Gianluigi Bonelli".
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RANGER GENTILUOMO,
di Alberto Campo. Articolo apparso su Musica Rock & Altro, supplemento a La Repubblica, 26 marzo 1998: "Del caso Tex si sono occupati via via autorevoli esegeti quali Umberto Eco, Oreste del Buono, Roberto Benigni, Sergio Cofferati, Francesco Guccini, Alberto Abruzzese, Gino & Michele e via dicendo".
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AQUILA DELLA NOTTE HA CINQUANT’ANNI,
di Guido Tiberga. Articolo apparso su Torino Sette, supplemento de La Stampa, 20 marzo 1998: "Nel corso di mezzo secolo, il fumetto popolare ha cambiato medium, passando dal piccolo formato "a strisce" creato per essere nascosto tra le pagine dei libri scolastici, a quello dei ‘texoni’ da libreria".
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TEX WILLER, I SUOI PRIMI 50 ANNI,
di Emanuele Rebuffini. Articolo apparso su Avvenimenti, 18 marzo 1998: "Se la fortuna di Tex dura intatta da mezzo secolo il merito è senza dubbio attribuibile allo schema narrativo riconoscibilissimo e a un’ambientazione da sempre affascinante come quella del vecchio West".
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RANGER AMERICANO PER UN MIRACOLO ITALIANO,
di Sergio Sotgiu. Articolo apparso su Il Giornale, 28 febbraio 1998: "Tex, il miracolo italiano, gode di buona salute per una semplice, ottima ragione: è ospite fisso dei sogni degli italiani; sogni di giustizia, soprattutto: è questo il desiderio profondo che fa vivere Tex".
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SOLO LUI, AQUILA DELLA NOTTE, NON INVECCHIA MAI,
di Sergio Cofferati. Articolo apparso su Il Messaggero, 29 gennaio 1998: "Oggi poi le trame son ancora più raffinate, con accurate descrizioni di ambiente e visibili risvolti psicologici a volte anche nei personaggi di secondo piano. Vi par poco in un’epoca nella quale la produzione letteraria rinuncia all’avventura e spesso si fa vanto di evitare l’impatto con i sentimenti e i caratteri?".
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PESTE! TEX MI STA TIRANDO SCEMO,
di Edoardo Rosati e Andrea Plazzi. Intervista a Magnus apparsa su Sette, supplemento a Corriere della Sera 22 giugno 1995: "Sono ormai sette anni che Bonelli aspetta, mentre Magnus in un delirio di pignoleria disegna, disfa e cesella le 224 tavole che andranno a comporre l’avventura texana, firmata da Claudio Nizzi. Per meglio creare Magnus ha perfino lasciato la famiglia e la sua città - Bologna - per ritirarsi in solitudine fuori città".
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COM’È COLT QUEL TEX!
Articolo di Alberto Abruzzese, apparso su L’Espresso, 20 novembre 1988. "Tex è una formula di ‘lunga durata’ che ha retto quanto forse nessuna altra moda, nessun altro personaggio, nessun altro stile di vita è riuscito a vivere. Con la semplicità ma anche il piacere viscerale, olfattivo, visivo, di una bella bistecca con patatine fritte".
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TEX E I SUOI FRATELLI,
di Roberto Barbolini. Articolo apparso su Panorama, 20 novembre 1988: "Intanto si fanno i conti con gli anni d’oro del western americano, serbatoio di sequenze memorabili. Tex è ormai un personaggio dalla fisionomia abbastanza consolidata per reggere il confronto con i modelli e far risaltare, oltre agli innegabili debiti, le peculiarità che lo hanno reso un vero e proprio oggetto di culto non soltanto in Italia".
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MEZZOGIORNO DI FUOCO CON TEX,
di Claudia Guasco. Articolo apparso su Il Messaggero, 17 novembre 1988: "La forza, la simpatia e il fascino di Tex Willer hanno fatto il suo successo, insieme alla grafica accurata e realistica di Aurelio Galleppini, oggi affiancato da grandi disegnatori come Ferdinando Fusco, Guglielmo Letteri, Giovanni Ticci, Claudio Villa, Vincenzo Monti".
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AMARCORD DI TAMBURI LONTANI,
di Diego Gabutti. Articolo apparso su Il Giorno, 15 novembre 1988: "Tex Willer, americano com’è per volontà e rappresentazione, è a tutti gli effetti una classica maschera italiana al pari di Arlecchino o Pulcinella. E che uno dei nostri principali caratteri nazionalpopolari dovesse nascere in Arizona, chiamarsi Tex Willer, vivere in una riserva indiana, combattere nella Guerra di Secessione e girare il West con la stella di ranger del Texas è cosa che neppure Antonio Gramsci avrebbe potuto prevedere".
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IL PROFETA TEX,
di Antonio Faeti. Articolo apparso su Comic Art, settembre 1987: "La vocazione più profonda di Tex è quella che si esprime nel ribadito rapporto tra fissità e maneggevolezza. Tex è duro e intemerato, in quanto fumetto, come le figure mitiche più consolidate della storia di questo medium. Ma è così disponibile da non negare a nessuna fiction (occidentale, oppure orientale) il diritto di ingresso in casa sua".
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IL MIO TEX, TRA L’APPENNINO E IL WEST
Intervista di Roberto Barbolini a Claudio Nizzi, apparso su “Panorama”, 31 novembre 2006: “Per molto tempo mi sono coricato tardi la sera. Potrebbe prendersi molto sul serio e cominciare a raccontarsi così, alla Marcel Proust all’inizio della Recherche. Ma Claudio Nizzi preferisce tenersi al basso profilo e al salutare disincantato del buon artigiano di storie. E spiega: ‘A quei tempi lavoravo ancora alla Fiat trattori, perciò potevo scrivere solo di notte. Al venerdì restavo alzato fino alle quattro del mattino a buttar giù sceneggiature per i fumetti, contando sul riposo del sabato’. (…) Il fatto è che ‘Tex’ nacque per caso e non sfondò subito. Bonelli e il disegnatore Aurelio Galeppini ci lavoravano alla sera, dopo aver dedicato i loro sforzi a Occhio cupo, un fumetto di cappa e spada che oggi nessuno ricorda. ‘Per ispirarsi’ sorride Nizzi ‘Galeppini andava a vedersi i western di John Ford matita in mano, con una lampadina da minatore sulla testa, per poter schizzare le scene anche al buio’. Tempi eroici…”
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